San Luca? No! Santa Giulia, Faletti di Barolo.

Prima di Santa Giulia c’era San Luca. Al santo era stata promessa una chiesa per raccogliere attorno a se gli abitanti che avrebbero dimorato nel nuovissimo quartiere di futura costruzione in Borgo Vanchiglia.
La zona, al di la di corso San Maurizio, era una delle piú malsane della città di Torino. Paludosa e sporca, Borgo Vanchiglia ospitava catapecchie abitate dalla classe sociale forse piú povera della capitale del regno ma che trovava una possibilità di sopravvivenza nella vicinanza al fiume e nella fertilità dei terreni. Nella seconda metà del ‘800 era oramai evidente che la città doveva espandersi e la zona, grazie alla prossimità con il centro cittadino, era naturalmente destinata a subire una profonda trasformazione che l’ avrebbe cambiato radicalmente il suo aspetto.
Negli anni ’40 del XIX secolo un gruppo di costruttori acquistò a prezzi stracciati molti terreni del borgo con l’ intento di creare una zona residenziale vicina al centro, con vista sulla collina e dotata di tutti i confort. Il famoso Antonelli, a capo del consorzio dei costruttori, fu incaricato della progettazione che doveva essere semplice, lineare e comprendere una zona dove costruire una chiesa dedicata a San Luca nei terreni.
Ieri come oggi, interessi contrapposti, mancanza di soldi e speculazioni bloccarono la costruzione dell’ edificio sacro. Incaricato della progettazione della chiesa di San Luca, Antonelli fu costretto a presentare piú di un progetto per contenere le spese di un edificio. I suoi soci in affari erano poco propensi a spendere per una costruzione che non aveva rientri economici e il comune di Torino era poco interessato ad un edificio marginale.
La situazione sembrava essere senza via di uscita: mentre la costruzione del quartiere prosegue la chiesa rimane solo un progetto nelle intenzioni . . .

Il grande sciupafemmine, Camillo Benso Conte di Cavour.

Votato al celibato perché troppo occupato da altri pensieri, ‘sposato’ al re Vittorio e al regno sabaudo, Camillo Benso conte di Cavour, pur essendo tutt’ altro che un bell’ uomo, ebbe numerose amanti. Il conte sceglieva dame colte, raffinate, anche non necessariamente avvenenti, ma certamente con una caratteristica sine qua non: dovevano essere sposate, così da non procurargli complicazioni sentimentali.
L’ elenco delle signore del bel mondo con cui si accompagnò è lungo, in Francia come in Piemonte: Clementina Guasco, Emilia Nomis di Pollone, Melanie Waldor e molte altre.
Ma furono il primo e l’ultimo amore ad impegnarlo di più, creandogli anche – forse – qualche rimorso.

Carabinieri, 1814 nasce la Benemerita.

Di ritorno a Torino con la Restaurazione, Vittorio Emanuele I inizio a fare progetti per rendere al capoluogo il suo precedente splendore; solo un dettaglio gli faceva rimpiangere i Francesi: la tutela dell’ ordine pubblico.
Ispirandosi al modello della gendarmerie d’ oltralpe, quindi, il 13 luglio 1814 il sovrano fondò l’arma dei Carabinieri, ma dove alloggiare il corpo appena nato? Quasi tutti i palazzi erano stati occupati dagli invasori, che spesso ne avevano fatto scempio, sostituendo bordelli a conventi e ospedali militari a saloni di rappresentanza.
Uno di quelli meno rivoluzionati era l’antica sede del Collegio delle Provincie, in piazza Carlina, che nel corso della sua storia ne aveva già viste di cotte e di crude: in origine era stata l’abitazione di un medico, poi Carlo Emanuele III vi aveva installato la struttura per avviare allo studio i giovani delle classi povere, istituzione ampliata dal successore Vittorio Amedeo III in collaborazione con l’architetto Vittone, che aveva reso l’edificio più spazioso al fine di accogliere un maggior numero di allievi.

Elemosinieri Segreti ed Elemosinieri Pubblici dell’ Opera di San Paolo

Gli elemosinieri dell’ Opera di San Paolo. Correva l’anno 1848 e i rapporti tra lo stato sabaudo e lo stato pontificio non erano dei migliori. Alcuni che bazzicavano dalle parti di Roma consideravano i Sabaudi una minaccia per lo stato…

Quando in Piazza Castello volavano gli asini.

Cartelloni da giorni pubblicizzano il volo dell’ asino in Piazza Castello ed, ovviamente, parliamo di un asino vivo.

Giuseppe Macherione per gli amici Peppino il Siciliano

La patria e l’unificazione dell’Italia, gli argomenti delle sue poesie, i suoi versi raccontano il suo ideale patriottico e l’amore per la sua terra.
Il suo impegno a favore dell’unità d’Italia lo porta ad arruolarsi con i garibaldini, ma viene rifiutato per le problematiche di salute che già da tempo lo affliggono.

Tettoia Pinardi. Francesco Pinardi e Don Bosco

La Tettoia Pinardi può essere considerata la Prima Pietra dell’ immensa struttura che sorge adiacente alla Basilica della Maria Ausiliatrice. La Tettoia Pinardi è anche il luogo dove tutto ebbe inizio. Siamo nel 1846 e un giovane prete di nome…

Bela Rosin, la bella di Mirafiori

Rosa Vercellana era la preferita di Vittorio Emanuele II tanto che il primo Re d’Italia non la nascose a Torino, neppure nelle occasioni ufficiali. L’Amore tra il Re e la bella popolana di origini Astigiane inizia a Racconigi. Dopo una…

Cioccolato e Torino, un lungo matrimonio.

Il torinese è il maggior centro italiano per la lavorazione del cioccolato e continua a sviluppare una tradizione secolare di qualità.

Federico Albert

Nella città di Torino hanno operato molte importanti figuri religiose come Giovanni Bosco, Giuseppe Benedetto Cottolengo, Giuseppe Cafasso, solo per citarne alcuni. Tra questi appare Federico Albert instancabile filantropo e grande predicatore, beatificato da Giovanni Paolo II il 30 settembre…