ITALIA 61, Torino città delle meraviglie

ITALIA 61 è rimasta nell’immaginario come qualcosa di sconosciuto ma grande, talmente grande che il suo ricordo è ancora vivo nei torinesi .

Quando si parla di ITALIA 61 la prima cosa che viene alla mente sono le foto storiche e ingiallite che suscitano simpatia e fascino, le cabine a forma di uovo, il trenino dalla forma fantascientifica o il circarama che in molti si chiedono come funzionasse.

I motivi che hanno portato a ITALIA 61 sono vari e in un contesto storico completamente diverso dal nostro. Ma quello che guardiamo con ammirazione e forse con un po’ di invidia è lo stato d’animo che doveva vivere Torino sul finire degli anni 60: una città che cresceva, che vedeva i frutti del lavoro trasformarsi in una manifestazione che sembrava proiettare la nostra città avanti anni luce.

Tutto quello che è stato creato per ITALIA 61 se fosse riproposto oggi desterebbe ancora stupore, meraviglia e ottimismo. Probabilmente 100 lire nel 1961 erano tanti, ma era come contribuire a qualcosa che alimentava la crescita della città e di ottimismo e speranza doveva essercene tanto a guardare i numeri della manifestazione.

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Friedrich Nietzsche a Torino, Sogno o Realtà!?

Questa sera Torino è deserta. Cammino su via Po, verso la fermata del tram. La pioggia ha reso l’aria frizzante, ha anticipato l’inverno e costretto i torinesi a casa.
Penso: quanti uomini illustri hanno camminato per queste vie? Quando da via Carlo Alberto sbuca un uomo che mi travolge.

Con accento tedesco si scusa, mi abbraccia e mi ringrazia. “Le persone a Torino sono ottime in ogni classe sociale” mi dice.
Ha un volto duro, occhi neri profondi e baffi davvero caratteristici.
Do un consulto rapido al mio piccolo archivio mentale di volti noti. Quando capisco l’emozione mi fa balbettare.
“M-M-MAESTRO! L-L-Lei è F- F- F-Friedrich Nietzsche a Torino? E’ impossibile!” Mi sento svenire.
Mi spiega che ama tornare a Torino. Poi inizia a raccontare come ha dovuto lasciare la città. Non ha avuto il tempo di salutare le persone, che lo avevano tanto coccolato.
Sono imbarazzatissima confesso la mia ignoranza. Non sapevo neanche che Nietzsche a Torino, ci avesse vissuto!
Mi guarda con un ghigno. “Avviso conoscenza frammentaria, la magia del nostro incontro non potrà, che portare conoscenza!”
Mi tranquillizzo, mi presento e mi ritrovo a percorrere via Roma, verso Porta Nuova, al suo fianco.

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Le velette in via palazzo di città.

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